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Le Macine
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Garaguso
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Le sue origini sono remote, come è dimostrato dal ritrovamento di reperti archeologici, oggi conservati nel museo di Potenza, risalenti all’epoca greca. Noto è il tempietto marmoreo “Herron”, rinvenuto in contrada Dilera nel 1923.

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Nel periodo feudale GARAGUSO appartenne ai Sanseverino, distrutto dal terremoto del 1694 fu ricostruito nel XVIII sec. dai Revettera di Salandra, di cui oggi resta solo il Palazzo con loggiato a tre arcate e uno stemma nobiliare sul portale. Si staccò nel 1850 da Oliveto Lucano, a cui appartenne come casale, diventando così comune autonomo. Interessante nel paese è la chiesa di San Nicola di Mira che conserva all’interno un dipinto del 1761 opera di frà Deodato da Tolie ed un’acquasantiera del XIV sec.
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Di grande pregio è la chiesa parrocchiale dell’Assunta, che conserva due tele raffigurati l’Assunzione e San Vincenzo, Sant’Antonio e un frate, opere di frà Deodato da Tolie, ed un prezioso reliquario in argento di San Gaudenzio, del 1400.
Di grande emozione sono i riti della Settimana Santa, in particolare la processione del Venerdì Santo, durante la quale la statua dell’Addolorata e del Cristo Morto vengono portate sulle spalle da vedove e da uomini.
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La zona di GARAGUSO è ricca di uliveti e vigneti, tra le colline è fiorente la coltura dei cereali. Sviluppato anche il settore zootecnico, per la selezione e riproduzione di capre maltesi.
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