| Accettura |
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Salendo dalla Basentana ad Accettura c’è una foresta generosa che si lascia guardare non solo da fuori e da lontano ma anche all’interno ed attraverso, grazie al tracciato di una strada che si fa complice di un metodo di conoscenza inabissandosi dentro i boschi, in interni di luce profonda e di penombre, per poi emergere improvvisamente, al di sopra e allo scoperto, nel paesaggio della foresta vista dall’esterno. Giù e su significa dunque sempre fuori e dentro.
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| Aliano |
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Deve la propria notorietà all’aver ospitato il confino dello scrittore Carlo Levi che qui ha voluto essere sepolto. Ad Aliano è sopravvissuta la casa in cui egli visse fra il 1935 e il 1936. |
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| Calciano |
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| Diviso dalla strada di fondo valle da una larga fascia di campi arati ed estesi oliveti che descrivono bizzarre geometrie, il paese è idealmente considerato una delle porte del Parco di Gallipoli Cognato, data l’estrema vicinanza dell’area naturalistica protetta il cui territorio comprende altri quattro Comuni. |
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| Cirigliano |
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Cirigliano sorge raccolto su un rilievo contornato da alte montagne e fitti boschi, lungo il torrente Sauro. Feudo dei Pagano di Cirigliano, il paese appartenne in seguito a diversi signori tra cui i Formica, ai quali si deve, nel 1593, la costruzione del Castello. |
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| Craco |
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| Nel 1963, una frana pose fine alla storia millenaria di Craco trasformandolo in uno dei più suggestivi paesi abbandonati della Basilicata. La sua popolazione abbandonò le proprie abitazioni del borgo vecchio per raggiungere dignitosamente i nuovi insediamenti abitativi a valle. Craco vecchio vive oggi nel suo passato, una fotografia del passato immortalata tra vicoletti e dirupi rimasti spaventosamente silenziosi e spoglio dei suoi beni. |
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| Ferrandina |
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Il paese ha avuto origine dalle rovine dell’antico centro di Uggiano, distrutto da un terribile terremoto nel 1456. Fu fondata da Federico d’Aragona nel 1490 che accolse tutti gli scampati di Uggiano dando all’abitato il nome del padre re Ferrante o Ferrantino. |
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| Garaguso |
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Le sue origini sono remote, come è dimostrato dal ritrovamento di reperti archeologici, oggi conservati nel museo di Potenza, risalenti all’epoca greca. Noto è il tempietto marmoreo “Herron”, rinvenuto in contrada Dilera nel 1923. |
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| Gorgoglione |
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L’abitato, che sorge su di una collina, ha origini antiche come è testimoniato dal ritrovamento sul territorio di alcune tombe risalenti al IV sec. a.C., in cui sono stati trovati vasi apuli a figure rosse, attualmente conservati nel museo Ridola di Matera. |
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| Oliveto Lucano |
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| Nel 1850 da Oliveto Lucano si staccò il casale di Garaguso, dal tipico impianto insulare medioevale, divenendo autonomo. |
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| Salandra |
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| Le sue origini sono molte antiche e risalgono, probabilmente, all’epoca normanna. Nel periodo di dominio svevo appartenne come feudo al barone Gilberto di Salandra a cui si susseguirono Francesco Attendolo Sforza e la famiglia Revertera. Nel 1857, SALANDRA, fu colpita dal terremoto che causò numerosi danni all’abitato, mentre nel 1861 fu terribilmente saccheggiata dalle bande dei briganti che, dopo l’Unità d’Italia, sconvolsero gran parte dei paesi lucani. |
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| San Mauro Forte |
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Il centro sorge su di una collina ed ha origini molto antiche, come è dimostrato dai numerosi rinvenimenti scoperti sul territorio. Pare che l’attuale centro sia sorto in epoca normanna e che il suo nome derivi da quello di un Convento benedettino dedicato a San Mauro. Successivamente si aggiunse l’appellativo di Forte per ricordare come nel 1861 il paese riuscì a respingere le bande dei briganti dello spagnolo Borjes. |
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| Stigliano |
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Il centro ha origini antichissime come è testimoniato dal ritrovamento di una necropoli risalente all’età del ferro i cui reperti sono attualmente conservati nel museo di Potenza. |
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| Tricarico |
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| Nel 968 il patriarca di Costantinopoli fondò a Tricarico la sede vescovile, suffruganea di Otranto, di rito greco. Nel 1060 con l’occupazione da parte dei Normanni, la chiesa passò al rito latino, suffruganea di Acerenza. La diocesi, col passare dei secoli si arricchì di numerosi conventi domenicani, benedettini, francescani e carmelitani, che furono centri promontori di cultura. |
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