Home      GAL Le Macine      Paesi      Turismo      Produzioni Contatti      Area Riservata   
image
 
Home
         
           
  Turismo
     
Il Carnevale
 
 
»  Territorio
»  Parco Naturale
»  Parco Letterario
»  Cultura
»  Carlo Levi
»  Rocco Scotellaro
»  Tradizioni popolari
»  Il Carnevale
»  Il Maggio
 
Matera2019
 
Newsletter
Invia questa pagina
 Cerca
Stampa
 
GAL Le Macine
Via Aldo Moro, 13
75011 Accettura (MT)
Basilicata - Italy
 
Tel. +39 0835 675270
Fax +39 0835 675283
>> Email
 
   

Il Carnevale

Il Carnevale di Tricarico: a Tricarico all’alba del 17 gennaio, alcuni gruppi di giovani, mascherati da vacche e da tori, le une interamente bianche con un cappello ricoperto da lunghi nastri colorati e da un velo, gli altri con identico abbigliamento ma color nero guarnito da un paio di nastri rossi, si recano nella chiesa di S. Maria dell’Olivo.

Sono presenti anche inoltre giovani vestiti da massari, sottomassari e vaccari.
Dopo la benedizione impartita da un vero sacerdote, le mandrie scendono in piazza per la questua e la scampanata. Durante gli spostamente le maschere si dispongono in due file e, ogni volta che si presenta l’occasione, i ragazzi tori in ultima posizione saltano all’improvviso sulle vacche mimando la monta.
image
 
La mascherata evoca la transumanza di una mandria. A questa mascherata ripetuta in chiusura del Carnevale si aggiunge un calesse con la parodia del Conte e della Contessa evocativi degli antichi feudatari.
Il corteo si chiude con un Fantoccio bruciato in piazza a rappresentare il rito funebre tra i lamenti inscenati da un uomo vestito da Quaremma ovvero la moglie di Carnevale. Anche negli altri paesi come Calciano, Accettura, San Mauro Forte, Garaguso, Pietrapertosa, il Carnevale viene celebrato con dei riti simili.
 
Anche a Cirigliano è presente il rito funebre ma la rappresentazione del Carnevale è arrichita dalla rappresentazione, teatralizzata, di un’antica recita che mette in scena i mesi dell’anno e le quattro stagioni, impersonate nel rispetto di antichi costumi e di antichi testi, evocativi del mese cui si riferiscono.

In particolare a Calciano la figura di Carnevale rappresentata da un Fantoccio viene processato e condannato a morte a causa della incontinenza alimentare accompagnato dalla figura piangente della Quaremma e dal Diavolo che inveisce sul Fantoccio.
Questi riti ancora spontaneamente praticati attraverso la rappresentazione burlesca evocano i conflitti tra vari personaggi entrati nell’immaginario popolare.
 

I Campanacci a San Mauro Forte

image
A San Mauro Forte l’ingresso del Carnevale è scandito dal suono cupo e ossessivo dei grossi campanacci delle vacche e dei buoi capi mandria. Sin dal pomeriggio del 16 gennaio, vigilia di S. Antonio Abate, fino a notte inoltrata alcune squadre di uomini percorrono instancabilmente le strade del paese suonando questi campanacci ricevendo in offerta dalla gente vino e salsiccia.

Questa cerimonia sonora ha per la popolazione una funzione liberatoria ovvero l’espulsione del vecchio anno agrario e del male in esso accumulato con l’ingresso propiziatorio del nuovo. Il suono prodotto oltre che dai campanacci dai più svariati oggetti metallici, è strumento esorcistico, come lavacro, che esprime la volonta di rigenerazione del paese.
 
 
         
  © lemacine.com       Contatti      Area Riservata      Privacy